1. LE ORIGINI

Durante il mio iniziale periodo scolastico, seguendo i programmi ministeriali di allora che prevedevano l’insegnamento del solfeggio parlato e cantato e la conoscenza dei periodi più significativi della storia della musica, presi coscienza della poca utilità e dell’assurda forzatura culturale di queste modalità didattiche che impedivano agli allievi il piacere di attivare delle esperienze operative in diretto contatto con il mondo dei suoni.
Una pratica ricorrente, in qualche caso più gradita agli allievi, era l’ascolto di alcuni semplici brani sinfonici o strumentali di vari autori seguita da commenti scritti o da rappresentazioni figurative.
Il repertorio si aggirava intorno ai compositori delle scuole nazionali: Kachaturian, Smetana, Delibes, ussorgsky, Rimsky Korsakov, Britten, Ravel, Prokofiev con l’immancabile Vivaldi e le sue “Quattro Stagioni”. (siamo negli anni ’60, quando un decennio prima Carl Orff consegnava all’editore Schott di Magonza la sua opera scolastica “Musik Für Kinder”).
Il disgusto e la demotivazione professionale che provavo nel fare scuola in questo modo mi spinsero a cercare altrove nuovi e diversi stimoli didattici più consoni alle attese e alle possibilità operative e di apprendimento dei ragazzi di 11-14 anni.
Decisi di frequentare i convegni promossi a Milano, a Vicenza e in altre città italiane dalla SIEM (Società Italiana di Educazione Musicale). In questi incontri ebbi l’opportunità di venire a conoscenza dell’attività musicale che il M° Luigi Mauro di Trieste – insegnante elementare e violista – praticava già da alcuni anni con i suoi alunni seguendo i principi pedagogici dell’Orff- Schulwerk.

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